ILARIA RUGGERI: LA PERSONAL MUSA SI SVELA

Un mondo fatto di colori e magia in cui la creatività va a braccetto con la crescita personale. Cosa affatto scontata, perlomeno nell’ambiente olistico italiano, dove competenze professionali e contenuti hanno spesso la meglio sull’estetica. Scelte… ma io, che credo nell'”apparenza”, ho un viscerale bisogno di pacchetti ben confezionati perché, come disse Enrica Mannari, l’estetica “per me non è solo una fredda coltre che copre l’anima delle cose. Per me è equilibrio e cura. Le cose belle, fatte con amore, provenienti dalla natura o progettate dall’uomo hanno in se un potere…“.

Dell’attività di Ilaria Ruggeri ho sempre apprezzato la minuziosa cura degli involucri, siano essi un sito ben fatto, servizi ben confezionati, scatti accattivanti, social frizzanti. Il linguaggio visivo. di cui l’arte è portavoce. è universale, in grado di trascendere i limiti linguistici. arriva ovunque. non è affatto superficiale. Ilaria lo destreggia benissimo conciliando l’interesse per la spiritualità con il suo spirito artistico, che per me è stato spesso fonte di ispirazione.

Ma adesso bando alle ciance, lascio a lei la parola ringraziandola di essere qui e di averci svelato. tra le righe. un piccolo segreto inconfessabile!

Instagram: ilaria_ruggeri_

Fb: Ilaria Ruggeri – personal musa

Sito web: ilariaruggeri.com

1. Sei molto creativa. lo si nota a colpo d’occhio visitando il tuo sito. che è bellissimo. Cos’è per te la creatività e in che modo è utile alla crescita personale?

ATELIER-DI-CREATIVITÀ-SELVAGGIA-©-Ilaria-Ruggeri

ATELIER DI CREATIVITÀ SELVAGGIA-©-Ilaria-Ruggeri

Sono sempre stata una tipa che ama sporcarsi le mani, ma la mia creatività è stata bloccata per anni: schiacciata da paure, insicurezze, eccessive aspettative e troppe teorizzazioni. Sono riuscita a sbloccarla solo facendo un percorso di crescita personale, andando a guardare nel profondo di me stessa, selezionando e mettendo a fuoco le cose per me davvero importanti. Allora ho capito che la creatività è prima di tutto un bisogno psicologico e spirituale di ogni essere umano e che mi sembra decisamente più interessante il percorso che si fa e le scoperte che arrivano lungo il tragitto rispetto al risultato finale. Credo che la creatività sia un incredibile strumento di conoscenza di sé ed è per quello che continuo a stimolarla.

2. Sono polemica nei confronti della positività “a tutti i costi”, del bicchiere sempre mezzo pieno. perché credo che anche le emozioni “negative” siano preziose consigliere. Che ne pensi?

SULLE-ORME-sito-©-Ilaria-Ruggeri

SULLE ORME sito-©-Ilaria-Ruggeri

Essere consapevoli della propria Ombra, come la definisce Jung, e affrontarla sono aspetti fondamentali in un lavoro di introspezione. Non è piacevole, non è facile ed è normale cercare di sottrarsi a questo compito, ma è anche naturale che l’Ombra esista e torni ciclicamente a manifestarsi. Nella mia formazione in counseling ho imparato che le emozioni vanno e vengono, salgono e si trasformano: quello che possiamo fare è stare con l’emozione, accoglierla e ascoltarla perché davvero può portare tesori preziosi.
Allo stesso tempo però sono convinta che siamo noi a narrare la nostra storia, a dare un senso a quello che viviamo e decidere da che prospettiva guardare la vita. Le emozioni spesso derivano dai nostri pensieri e possiamo concretamente agire per modificare i nostri schemi mentali e per sentirci meglio. Credo davvero che la felicità sia una scelta.

3. Hai mai avuto esperienze paranormali nel corso della tua vita? Se sì. Ce le racconti?

paranormale

Paranormale è una parola che non uso praticamente mai. Mi fa pensare a un b-movie anni 70 e mi sta anche un po’ antipatica: presuppone il fare riferimento a una norma statistica e in ambito spirituale è qualcosa secondo me di poco interessante. Considero ogni esperienza come parte della Natura, anche se magari non spiegabile secondo il metodo scientifico. Sentire l’energia delle pietre, fare un viaggio sciamanico col tamburo, usare i simboli di tarocchi e carte per conoscermi meglio, notare le sincronicità della vita sono costanti della mia vita.

4. Quando. e come. hai capito “cosa volevi fare da grande”?

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Da grande non so ancora cosa farò, a dire il vero. Sin da quando ero una ragazzina penso spesso a quando sarò anziana. Cerco di immaginarmi come sarò e la vita che avrò vissuto. Mi hanno detto che sono un’anima vecchia, io di sicuro mi sento un po’ anziana dentro, ma di quelle anziane con i capelli blu e i tatuaggi grinzosi sulla pelle.
Sono concentrata a capire più che altro dove sono ora e a diventare chi sono, che non è per niente scontato. Finalmente però comprendo come sono arrivata qui: ho seguito fili e trame che mi sembravano scollegate tra loro e che poi invece ho incastrato insieme col senno di poi. Ho messo le cose a fuoco poco alla volta, cercando di fare le scelte giuste per me e facendomi sempre tante domande. Quando dipingo mi piace lavorare per strati, sovrapporre colori, forme, materiali: a volte di uno strato non resta quasi nulla, se non un accenno in una parte della tela. Però io so che quello strato è lì sotto, anche se dimenticato. E so che il quadro non sarebbe venuto fuori così se non ci fosse stato anche quello strato ormai perso. Penso lo stesso di ogni evento o fase della mia vita: ho vissuto in diverse città, mi sono immaginata in tante professioni e stili di vita differenti, e tutto è in qualche modo rimasto dentro di me ora.

5. Dimmi se sbaglio ma ho l’impressione che anche tu sia multi-creativa. So che è una risorsa ma a volte fatico a trovare il filo conduttore. come hai fatto a conciliare le diverse passioni e quanto ci è voluto?

multicreativo

Beccata! Sono una persona curiosa e con buone capacità perciò nella vita mi sono dedicata a tante cose diverse. Spesso nel mondo contemporaneo, soprattutto nel lavoro, questo è visto come un difetto perché sembra mancare di coerenza. Sinceramente io non mi sono mai posta molto il problema perché il filo conduttore sono io e la mia voglia di sperimentare. Ho sempre pensato che l’unica costante nella vita è il cambiamento, perciò mi sembra naturale evolvermi e passare ad altro. Certo non posso fare tutto contemporaneamente, questo sì che sarebbe inconciliabile. Perciò di solito vado a stagioni o a fasi, cercando di seguire il mio ritmo interiore.

6. Cos’è per te l’intuito? e come lo distingui da altre “voci”? Hai qualche consiglio da darci?

Coaching-intuitivo

Dopo tanti anni di esperienze, pratiche e formazioni ora sento l’intuito come una componente naturale del cervello umano, legata alle capacità dell’emisfero destro: tutti ne siamo dotati. In una società basata sul ragionamento logico come quella in cui viviamo, il problema è proprio riconoscerla, ascoltarla e distinguerla nel chiacchiericcio della mente. Per farlo secondo me non basta leggere un manuale, fare un corso o scoprire il trucco segreto. Bisogna invece allenarsi con una pratica di conoscenza di sé: più sei consapevole della tua Ombra, dei tuoi pensieri, di paure o blocchi che agiscono su di te, più diventi capace di distinguere le varie voci e di capire di chi ti puoi fidare.

7. In quale dea interiore (o quali) ti riconosci di più. e perché?

SULLE-ORME-Ilaria-e-tamburo-©-Ilaria-Ruggeri

SULLE ORME Ilaria e tamburo ©-Ilaria-Ruggeri

Sicuramente sento forte in me l’archetipo della Donna Selvaggia, su cui sto lavorando molto negli ultimi anni. Può prendere le forme di diverse dee a seconda di come si manifesta e della cultura di riferimento a cui si guarda (come Diana, o Kalì, o Kore): è la radice profonda che ci lega al divino femminile. In questo momento della mia vita sento anche molto forte l’archetipo legato alla Luna calante, che rappresenta un femminile creativo, sensuale e magico.

8. Svelaci qualcosa di te che non hai mai detto…

AFFRONTA-LA-FINE-COME-UN-NUOVO-INIZIO-©-Ilaria-Ruggeri

AFFRONTA LA FINE COME UN NUOVO INIZIO ©-Ilaria-Ruggeri

Le persone che mi conoscono da tempo lo sanno, ma probabilmente online non si può intuire: una decina di anni fa ero una persona molto più rigida, intransigente e pignola di ora. Amavo organizzare, pianificare tutto e ottimizzare ogni cosa. Il mio percorso è stato ammorbidirmi, imparare a lasciar andare il controllo e uscire dalla comfort zone. Se non fossi riuscita a farlo, certo non sarei la persona che sono oggi.

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laurade

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