INTERVISTANDO CLOROPHILLA: ARTE SACRA ECLETTICA UNICA

Da adolescente mi divertivo a dipingere vecchie fotografie. desacralizzavo cartoline di santi con improbabili fiamme. creavo collage bizzarri mischiando immagini estrapolate qua e là. poi la vita mi ha portata altrove. finchè, qualche mese fa, mi sono imbattuta in Clorophilla provando immediata affinità. Perché a dispetto dei canoni estetici. e del buonismo. Sono le cose, le persone, le opere d’arte in cui intravediamo noi stessi ad emozionarci di più.

Clorophilla sfugge alle etichette sovvertendo le regole. perché “mi piace pensare con la mia testa e seguire il mio cuore“. la immagino ribelle. libera. curiosa. coraggiosa. Come la sua arte. dove Mixa collage, illustrazione, fotografia digitale e analogica, animazione, sewing.

Nella serie “Old memories” fantastica sulla vita immaginaria di perfetti sconosciuti. dando loro nuova vita. Recupera immagini di berberi e gypsy. O li fotografa durante i suoi viaggi. personalizza piatti vintage con curiosi ritagli di libri trasformandoli in oggetti unici. decora borse. guanti. camicie da notte. jeans. con cuori sacri. occhi portafortuna. serpenti. fiori. cactus. Sforna ricami ispirati ad Ex Voto.

Universo colorato. eclettico. affascinante. il suo. In cui scorgo la capacità di guardare il mondo a testa in giù. A lei la parola.

Sito web: www.clorophillaclorophillas.com

FB: Clorophillas

1. La dimensione sacro-profana delle tue opere mi ipnotizza. Da dove ha origine? Cos’è per te il Sacro?

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Sacro per me c’è solo la natura che dobbiamo imparare a rispettare e valorizzare attraverso ogni piccolo gesto quotidiano. Sacro-profano è un binomio che mi ha sempre affascinato. Da qualche anno ho iniziato a studiare la cultura degli ex voto,per la serie dei miei ricami ,imbattendomi così in un affascinante mondo dove miracoli-superstizioni- credenze sono i protagonisti

2. La tua arte è intrisa di elementi religiosi rivisitati in chiave ironica. Cosa pensi delle religioni ufficiali? Qual è il tuo. chiamiamolo. credo?

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Con i miei lavori mi piace estrapolare elementi ‘sacri’ e collocarli in altri ambiti, attraverso le diverse forme d’arte che utilizzo. Probabilmente che tu legga le mie opere in chiave ironica è un effetto di questa decontestualizzazione, ma non è il mio obiettivo primo provocare ironia. Delle religioni ufficiali sono interessata soprattutto alla loro tradizione iconografica. Studiando le immagini di santi e dei si possono capire tante cose di quella determinata religione. Rispetto ogni tipo di religione e credo, non accetto gli estremismi che in nome di un credo religioso producono guerre e vittime. Credo nella ‘legge del karma’ e cerco di non fare agli altri quello che non vorrei fosse fatto a me.

3. Che rapporto hai con il mistero. l’extra-ordinario. il paranormale. la divinazione. Ti affascinano? Hai mai avuto esperienze “strane”?

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Leggendo Yodorowski ed altri autori come Castaneda sono incappata in un mondo magico tutto da scoprire, dove tutto è connesso. Il potere dei sogni, i tarocchi, la psicomagia, i fiori di Bach sono tutte cose che mi affascinano e dei quali voglio continuare a documentarmi ed imparare. Credo inoltre che le persone con un’elevata sensibilità siano molto più ricettive a stimoli esterni di ogni tipo. Inoltre ho iniziato da qualche anno ad applicare ‘il pensiero positivo’ in ogni situazione, dopo aver capito che il potere della propria mente è un qualcosa di davvero forte.

4. Non basta una vita per conoscersi. si dice. Tu hai capito chi sei o perlomeno cosa vuoi?

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Sono contenta di ciò che sono e non vorrei vedermi diversamente perchè non mi piacciono i rimpianti. Cerco di essere sempre me stessa, con il mio stile e la mia personalità ben definita. Amo ciò che faccio ed in ogni piccola cosa cerco sempre di metterci tanto impegno ed amore, con la convinzione che tutto prima o poi torna indietro. Ho intrapreso una strada nella quale il lavoro manuale e l’unicità sono molto importanti, nel mio piccolo cerco di dare il mio contributo nel contrastare produzioni di massa che sfruttano persone ed elementi naturali.

5. Ti hanno definita neo-gotica ma secondo me sfuggi a qualunque etichetta. E’ così? E da cosa trai ispirazione?

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Probabilmente sfuggo ad ogni definizione perchè non mi piacciono limitazioni e mi piace pensare con la mia testa e seguire il mio cuore. Non mi piacciono le classificazioni perchè credo che un’artista, per crescere e sviluppare il proprio stile, non debba avere limitazioni e debba esser libero di sperimentare diverse tecniche e indagare diversi mondi. Infatti le mie ispirazioni provengono dappertutto, sono sempre molto curiosa e cerco di assorbire tutto come una spugna. Mi documento, scrivo molto e ho sempre occhi ben aperti e orecchie tese a catturare ispirazioni.

6. Con i gipsy ho condiviso gran parte della mia post-adolescenza. liberi ma conservatori. contraddittori. molto sacro-profani. Raccontaci cosa ti seduce di questo popolo e che ne pensi.

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Della cultura gipsy mi affascinano molti aspetti: il modo di vivere molto ‘libero’ , le loro radici indiane, la musica (della quale ho potuto godere durante la festa di Santa Sara in Camargue) i costumi e i loro colori (che ho potuto ammirare durante un viaggio on the road in Andalusia). inoltre documentandomi su internet ho scoperto la tribù dei Kalbelia, che vive nel deserto del Rajasthan e che spero di ammirare presto con i miei occhi.

7. Come ti sei formata a livello artistico? Corsi? Autodidatta? Formazione accademica?

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Mi sono laureata in Storia dell’arte, studi che mi hanno dato una buona base artistica teorica, tantissimi stimoli ad approfondire e documentarmi su ciò che mi attirava di piú. Ho concluso i miei studi in modo più pratico frequentando per altri tre anni una scuola di fotografia che ho ho potuto frequentare a seguito di una borsa di studio. Inoltre per il ricamo e altre tecniche che utilizzo sono totalmente autodidatta.

8. Come ti sei fatta conoscere? Concorsi? Social? Gallerie? Hai suggerimenti per i dilettanti?

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In questo non mi sento di dare buoni suggerimenti perchè so’ che dovrei star più dietro all’aspetto della comunicazione e marketing ma è la parte che più mi sta antipatica, che mi toglie spesso tempo alla produzione e allo sviluppo dei miei progetti. Durante un mio viaggio in California ho trovato un mondo artistico ufficiale e non molto aperto e stimolante. Infatti in poco tempo, ho trovato una Fondazione d’arte di San Francisco che ha selezionato alcune mie opere per un’esposizione in modo molto semplice e diretto, cosa impensabile nel mondo molto chiuso ed esclusivo del circuito delle gallerie italiane.

lucrezia

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laurade

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