PERSEFONE: LA REGINA DEGLI INFERI UNISCE LUCE E BUIO

C’è una dea che amo più di tutte. insieme ad Artemide. è Persefone. regina degli Inferi. anche detta Kore.

Il mito racconta che la madre Demetra, dea della fertilità e dell’agricoltura, un giorno lasciò la figlia in compagnia delle ninfe. Kore pensò di regalare alle amiche una coroncina di fiori. Attratta irresistibilmente da alcuni fiori mai visti, si allontanò. sul punto di rientrare scorse un meraviglioso cespuglio di fiori che si trasformò in una voragine. Vi sbucarono un carro trainato da 4 cavalli neri e un condottiero. Ade. Re degli Inferi.

Innamorato da tempo di Kore, la rapì portandola nel suo regno infernale. La madre Demetra rientrò e accorgendosi della sparizione della figlia, vagò per giorni alla sua ricerca. dimenticando i propri doveri. Seguirono tempi di carestia perché senza Demetra la natura non dava frutti. Finché Elios. dio del sole. le disse che sua figlia era stata rapita da Ade. Intervenne allora Zeus in persona. chiedendo ad Ade di restituire la bambina. Purtroppo Kore/Persefone aveva ingerito 6 chicchi di melograno che l’avevano legata per sempre al dio degli inferi. Tuttavia, essendo solo 6, Zeus arrivò a un accordo: 6 mesi li avrebbe trascorsi al suo fianco. altri 6 accanto alla madre Demetra, nel periodo che include primavera ed estate.

Le dee dentro la donna

persefone

Jean S. Bolen, psicoanalista junghiana, nel suo libro “Le dee dentro la donna” individua 7 archetipi femminili corrispondenti a rispettive dee della mitologia greca, a suo dire presenti nell’animo di ogni donna. Di solito uno o più di questi archetipi risultano dominanti rispetto agli altri. ma si possono riscontrare variazioni nel corso degli anni a seconda delle situazioni di vita. La Bolen distingue tre macrocategorie:

dee vergini che esprimono il bisogno di indipendenza: Artemide, Atena ed Estia

dee vulnerabili che dipendono da un rapporto significativo nella loro vita: Era, Demetra, Persefone

dea alchemica che è un mix delle altre due tipologie ma con delle differenze significative. Difatti rispetto alle dee vergini è propensa alle storie sessuali e rispetto alle dee vulnerabili non è vittima nè soffre per amore: Afrodite

Kore-Persefone: la Regina degli Inferi concilia buio e luce

persefone-korePersefone è la terza e ultima delle dee vulnerabili, anche chiamata Kore che in greco significa giovinetta. Il perché di questo doppio nome è presto detto. Nei panni di Kore, la dea è una fanciulla immatura, bella e slanciata, fertile e spensierata. dipendente dalla madre. Nei panni di Persefone è una donna matura. niente meno che regina degli Inferi accanto al marito Ade.

La Bolen sostiene che la donna Persefone sia influenzata da entrambi gli aspetti e che spesso passi dall’uno all’altro. Tende a essere spinta dagli altri perché passiva rispetto, per esempio, a Era e Demetra. Simbolo della primavera. educata e compiacente. si fa guidare dalla madre o ne rimane dipendente. vivendo in modo inconsapevole. Finché prevale l’aspetto Kore, non è interessata alla sessualità. in perenne attesa di un Principe Azzurro. Tuttavia non si trova per nulla a suo agio nel matrimonio perché lo vive come una tragica fine, in bilico tra il desiderio di rimanere eterna fanciulla e donna matura.

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Gli Inferi che raggiunge in seguito al rapimento da parte di Ade, simboleggiano l’inconscio. ed è solo scendendo in esso che Kore impara a crescere. tramutandosi in Persefone. regina degli Inferi. A questo punto della sua vita, ella diventa un ponte tra mondo al di sopra e il mondo al di sotto. fra conscio ed inconscio. luce e buio.

 

 

 

 

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laurade

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