POSSESSIONE DIABOLICA: UN RICERCATORE CI SPIEGA COSA ACCADE DURANTE UN ESORCISMO

è un ricordo indelebile l’Esorcista. nessun film horror mi ha mai turbata tanto. un terrore condiviso. forse atavico. per la personificazione del Male.

Me lo sono chiesta più volte

cos’è il diavolo?
invenzione?
malattia mentale?
spirito ribelle?
angelo caduto?

Per ora sedo la mia curiosità con un’intervista… comodamente da casa. Degli esorcismi. del diavolo. satana. lucifero. o come vi pare. ce ne parla Lorenzo Tacchio, ricercatore che “sul campo” ci va davvero. Scopriamo grazie al suo aiuto cosa accade durante un esorcismo e alcune curiosità sul delicato tema. Grazie della tua disponibilità e a te la parola.

“Mi sono appassionato di mitologia e storia sin dai tempi del liceo classico e ho avuto modo di fondere questo interesse con gli studi universitari, in particolare con il corso di Sociologia della Metropoli grazie al quale ho iniziato ad analizzare e studiare casi di persone legate al mondo della magia popolare. Mi sono laureato con una tesi su società contemporanea, consumismo e spiritualità postmoderna. Ho scritto articoli di storia e demonologia per alcuni siti d’informazione e redatto dei brevi resoconti storici per l’Arcidiocesi di La Plata, in Argentina. Porto avanti l’attività di ricerca sociologica sul campo da più di 10 anni e ho tutt’ora modo di collaborare con un esorcista nell’analisi di alcuni casi particolari. Assisto tutt’oggi alcuni di questi casi!”

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Foto di Laura De Rosa

1. Con il termine “diavolo” la Chiesa Cristiana identifica un “essere” reale, i demoni in generale o i peccati in senso simbolico? E se esiste, cos’è, come agisce, qual è il suo scopo?

La Chiesa Cattolica, in linea con quanto espresso nelle Sacre Scritture, da sempre considera i demòni e lo stesso Satana come esseri spirituali, dotati di grande intelligenza e propria volontà.
I diavoli vivono una situazione di caduta, di profondo oblio. Un termine esatto per descrivere i diavoli è “furie”: sono tutti dominati dall’ira, dall’odio verso Dio e verso l’uomo. La loro esistenza è volta principalmente a rendere il più possibile miserabile la vita degli uomini, farli cadere in errore ed in peccato per poi, una volta terminata la vita, tormentare le loro anime all’inferno. Nel quadro più generale, come si è udito a volte negli esorcismi, il loro piano è quello di una “distruzione totale” del creato, ovvero il fine della loro guerra contro il Creatore.

2. Fatta eccezione per le scuole che inneggiano deliberatamente al Male, quali sono le principali (o più note) correnti dell’occultismo che ritengono il Diavolo un’entità positiva? E perché?

Personalmente conosco due correnti: il Luciferianesimo e la Massoneria. La prima ebbe origine nel XIX secolo – grande periodo di revival dell’occultismo – grazie ad una romanticizzazione della figura di Lucifero, rappresentato come un eroico Prometeo punito per aver donato “conoscenza” agli uomini. Da questo bizzarro accostamento poetico ne nacque una discreta letteratura e, alla fine del secolo, anche la Società Teosofica (da cui a sua volta nacque la rinomata Lucis Trust, organizzazione riconosciuta dall’ONU). La Massoneria, della quale non credo servano presentazioni, fu, grazie a molti dei suoi esponenti come Albert Pike e Ailester Crowley, a stretto contatto con la Società Teosofica e tutt’oggi entrambe le correnti organizzano convegni di fratellanza. Sebbene ufficialmente la Massoneria non si sia mai dichiarata “adoratrice di Lucifero”, vi sono tutte le prove e testimonianze necessarie per avere dei sospetti ben più che fondati.

3. Storicamente quando fa la sua comparsa il diavolo? Con quale scuola di pensiero/religione ha assunto i connotati del Male, o li ha sempre avuti?

Il Diavolo, al pari di tutte le creature spirituali, fu creato prima dell’uomo, ed ancor prima che la terra esistesse peccò di superbia. Nell’Ebraismo e nella religione cristiana Satana è sempre stato considerato l’essenza stessa del male. Nelle altre religioni – parlo di quelle antiche – non è mai esistita una figura paragonabile a quella del diavolo biblico, ovvero di un essere maligno potente, ma non potente come l’unico Dio: persino nel dualismo dello Zoroastrismo, il quale tutto sommato si avvicinava ad una certa concezione biblica, male e bene erano comunque di pari potenza. D’altro canto lo stesso nome “Satana” è un unicum ebraico, e letteralmente significa “avversario”.

4. “Diavolo”, “Satana”, “Demonio”, “Lucifero” si possono considerare sinonimi?

La questione è complessa. Cercherò di semplificare il tutto per una migliore comprensione.
“Diavolo” deriva dal greco antico διαβάλλω, termine che potrebbe essere tradotto genericamente come “colui che divide”. Più che un nome è un aggettivo con il quale si identifica, solitamente Satana, ovvero il capo. Il termine “Demònio” deriva allo stesso modo dal greco antico δαιμόνιον: nella cultura pagana un daimònion era un’entità sovrannaturale non necessariamente malvagia. Gli Evangelisti, per far comprendere ai lettori ed agli ascoltatori greci e romani la natura degli spiriti maligni, presero in prestito il termine rendendolo puramente negativo. In ebraico infatti esistevano solamente i nomi Se’irim e Shedim e non potevano essere tradotti facilmente in greco o latino. Mentre Diavolo e Demonio sono dunque due termini generici (e, tutto sommato, sinonimi) con cui possono essere identificati gli spiriti del male ed il loro capo, Satana e Lucifero sono i nomi di due distinte entità, entrambe malevole. 

Satana è senza dubbio, come già accennato, colui che domina tutti i demòni attraverso il terrore: negli esorcismi è venuto in risalto che tutti gli altri diavoli lo temono grandemente. Lucifero, da quanto si comprende sempre attraverso gli esorcismi, è comandante in seconda. Il nome “Lucifero” deriva da una latinizzazione del termine ebraico Helel ben Shaḥar (“Figlio dell’aurora“), presente nella comparazione effettuata da Isaia con il Re babilonese (Isaia 14:12-14).

5. Hai seguito personalmente casi di possessione diabolica, puoi descrivere un’esperienza che ti è rimasta particolarmente impressa o storie di esorcismi?

Quasi certamente direi il primo esorcismo a cui ho avuto modo di assistere. Rimane infatti impresso a chiunque perché segna una svolta netta, un’immagine impressa nella mente. Per alcuni è uno shock, per altri una conferma di fede. Nel mio caso è stata un’esperienza che, oggi come oggi, definisco assolutamente fondamentale per la mia conoscenza demonologica. Colgo infatti l’occasione per ringraziare l’esorcista con cui collaboro da anni ormai per tutto ciò, per avermi sin da subito fatto assistere casi molto gravi.

Al di là dei fenomeni sovrannaturali che ho avuto modo di vedere, quello che più mi ha colpito è stata la “strategia” psicologica del demònio. Egli sapeva benissimo cosa rispondere e quali punti deboli colpire per tentare di destabilizzare la psiche dei presenti. Si trattava d’informazioni private dei singoli, eppure da lui ben conosciute. Ogni singola parola era come una freccia tirata con una precisione incredibile. Oggi i più sono soliti definire il diavolo un “abile venditore”, un “imbonitore televisivo”, tuttavia ritengo la definizione molto superficiale e inesatta. Se c’è infatti un “mestiere” in cui eccelle è senza dubbio quello dello psicologo. Uno dei principali fattori di rischio nell’assistere ad un esorcismo è, al di là dello shock emotivo, la possibilità d’essere massacrati psicologicamente dal demònio. E lui, quando ci si mette, non ci va leggero.

6. Nelle abitazioni delle persone possedute capita di ritrovare con frequenza oggetti maleficiati e altri simboli magici? Cosa sono, di che tipo e quali conseguenze hanno?

Può capitare, si. La frequenza varia a seconda dei casi. Non sempre tuttavia capita alle persone possedute; si ritrovano infatti anche nelle abitazioni dove si riscontrano casi di ossessione e vessazione diabolica. Personalmente ho avuto modo di analizzare oggetti e simboli ritrovati solo dopo la scoperta dei disturbi di origine diabolica. Mi è capitato di recente, ad esempio, di ricevere alcune foto che una signora mi aveva mandato dopo aver ritrovato nella casa dei suoi genitori appena defunti alcuni sacchetti contenenti medagliette con particolari disegni. Dopo diverse ricerche son riuscito a rintracciare i simboli nel rinomato libro esoterico “La chiave di Salomone”: i genitori della donna in questione avevano commissionato ad un mago la fabbricazione di medagliette da porre in casa come portafortuna. Non a caso da allora ricevettero solo sfortune. Vi fu poi il caso di un ragazzo, all’incirca due anni fa, tormentato dalla sua ex ragazza che praticava magia nera. Ella infatti tentava continuamente di realizzare un maleficio nei suoi confronti, ed il povero malcapitato si ritrovava sotto al cuscino organi d’animali, squame e piccoli rettili morti.

In termini generali credo sia impossibile indicare una determinata categoria di oggetti “maleficiati”: possono spaziare dai capelli sino agli abiti da sposa e le bevande come Coca Cola o Fanta. Tutto dipende dalla volontà di colui o colei che vuole realizzare il maleficio e quale aspetto della persona vuole colpire.
Le conseguenze sono delle più nefaste: si va dalla possessione nei casi più gravi alla vessazione diabolica, dalle malattie all’infestazione della casa.

7. L’immaginario collettivo, a proposito di esorcismi, è plasmato dai film horror, cosa c’è di vero? Come si svolge realmente un esorcismo e quali sono i sintomi? (a grandi linee)

Per assistere ad un reale grave caso di possessione basta vedere il famosissimo film “L’esorcista” (1973), diretto da William Friedkin. Il regista infatti, come pochi sanno, per rendere al meglio le scene principali si avvalse dei consigli di Padre Candido Amantini, santo esorcista di Roma e maestro del compianto Padre Gabriele Amorth.
Non ho mai avuto modo di visionare in prima persona fenomeni così impressionanti come mostrati nel film, eppure diversi esorcisti mi hanno confermato la veridicità della rappresentazione. Si tratta pur sempre di casi gravi, rari e particolari, eppure reali.

Di solito, durante gli esorcismi, il diavolo si rinchiude nel silenzio e parla il meno possibile. Può capitare che, per creare confusione, prenda di mira una persona presente riempiendola d’insulti o rivelando a tutti peccati e segreti nascosti della stessa (e, per quanto possa sembrare divertente la cosa, assicuro che non lo è). L’esorcismo consiste sostanzialmente nella preghiera d’intercessione dell’esorcista rivolta al Signore, affinché Egli scacci lo spirito maligno che tormenta il posseduto. L’obiettivo principale dell’esorcista è, in primis, capire quanti demòni sono presenti ed il loro nomi. Si passa poi a capire quale tipo di magia sia stata fatta e se sia stata realizzata attraverso oggetti maleficiati. In ultimo lo si deve costringere a rivelare la data della sua dipartita qualora ci sia (poiché Dio gli impone dei termini).

Il diavolo, come detto spesso in silenzio, lotta con tenacia per non rivelare queste informazioni poiché cruciali per la liberazione. L’esorcista, oltre alla preghiera, può avvalersi di oggetti benedetti e sacramentaliacqua santa, sale esorcizzato, olio esorcizzato – per tormentare lo spirito immondo e costringerlo a rispondere e rivelare alcune verità di fede. Tuttavia è fondamentale per un esorcista sapere che non si può intavolare una discussione prolungata con il demònio poiché troppo astuto e bugiardo. In fondo non credo ne valga la pena oltretutto: non mi sembra abbia molto d’interessante da dire.

8. Cosa ne pensi della possessione, perché ti incuriosisce e, in base alla tua esperienza, cosa la distingue dalla schizofrenia, dalla depressione e altre malattie di cui si occupa la psichiatria?

La possessione si distingue dalle malattie mentali o dalla schizofrenia in diversi punti; in questa sede ne listo i tre più comuni.

In primis – aspetto che ho avuto modo di constatare molte volte di persona – il posseduto mostra una grandissima conoscenza di fatti o informazioni personali o nascoste. Capitò, ad esempio, che una signora mai vista prima in vita mia conoscesse il mio cognome e questioni private che non avevo rivelato.

Il posseduto molto spesso, inoltre, mostra conoscenza di lingue defunte come il greco classico, il latino romano, l’aramaico, o la possibilità di parlare in diverse lingue moderne come inglese, francese, tedesco, spagnolo. Questo aspetto straordinario l’ho riscontrato in due casi diversi, entrambi in persone con un livello di scolarizzazione assai basso.

Il posseduto infine mostra una forza decisamente fuori del normale. Una piccola signora di appena 1.60m d’altezza, sebbene fosse tenuta da 4 persone, ci fece volare con un semplice movimento degli arti. Ricordo benissimo quel movimento apparentemente leggero della gamba, eppure in sé conteneva una grande potenza.
In termini generali, una possessione non è mai un’esperienza semplice, né per chi la subisce né per chi deve esorcizzare o seguire psicologicamente questa persona. Ci si immerge in storie di vite disastrate, al limite dell’immaginabile. Personalmente credo la parte più “interessante” sia proprio questa: avere una visione più chiara di ciò che accade nel sottobosco della società popolato da sette e maghi di vario tipo, e di quali conseguenze alcuni soffrono per le attività che avvengono in quel sottobosco.

9. Streghe e Chiesa, eterne nemiche. La religione ufficiale le ha sempre considerate alleate del diavolo sebbene la stregoneria non sia necessariamente finalizzata al male. Oggigiorno si ritiene che la Chiesa le abbia bandite per evitare la diffusione di conoscenze “scomode”. Lo penso anch’io ma al tempo stesso ritengo che un uso superficiale dell’occultismo, in qualunque sua declinazione, comporti effettivi pericoli a dispetto delle buone intenzioni di chi lo pratica. Questo perché nell’invisibile, come ovunque, esistono entità benefiche e altre pericolose. Tu che ne pensi?

Vorrei cogliere l’occasione per sfatare un mito fin troppo diffuso. Prima ancora che la Chiesa esistesse infatti le persone dedite alla magia – che fossero maghi o maghe – non erano ben viste dalla società classica. Non è stato il Cristianesimo a dar vita ad un processo di “diffamazione” verso questi individui, ma già nel mondo romano e greco venivano visti con disprezzo (sebbene in molti poi ne facessero uso), visti al pari dei ladri: il sofista Eunapio li paragonava ai verri, il retore Luciano di Samosata era solito sottolinearne l’ipocrisia, lo scrittore romano Lucano si divertiva a dipingerli nelle più macabre e assurde situazioni, come portatori di malanni e sventure. Questi personaggi erano infatti principalmente noti per la fabbricazione di veleni di vario tipo, malefici e profanazioni di cimiteri. Se, da una parte, veniva dunque tollerata la loro presenza con molte limitazioni, per molti vigeva già la regola non scritta “out of sight, out of mind”.

Personalmente, così come scriveva allora Luciano di Samostata, non ritengo vi sia una qualche conoscenza “scomoda” da dover “mettere a tacere”. Vi è, piuttosto, un’azione malevola da dover frenare il prima possibile. Oggi al pari dei secoli precedenti. Non posso chiaramente negare il fatto che, in molti, praticano magia con buone intenzioni. Tuttavia le buone intenzioni, come comprensibile, non bastano. Guerre sono nate con buone intenzioni, ma la guerra in sé è comunque un male. La magia è intrinsecamente azione malevola: amo definirla un incrocio tra una droga ed una malattia. Droga poiché tantissimi, come ho avuto modo di constatare, entrano in un circolo vizioso dal quale è difficilissimo uscirne; malattia poiché, esattamente come una infettiva, finisce per contaminare direttamente o indirettamente tutte le persone che ruotano attorno al soggetto coinvolto. Quella dell’occultismo è, per riprendere un detto inglese, una lose-lose situation.

 

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laurade

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