Arredamento sacro: una casa a prova di spiritualità

Oggi io e Serena Barison ti parliamo di arredamento sacro per una casa a prova di spiritualità e nel frattempo ti rivelerò qualche curiosità a tema. In una stanzetta buia mia nonna materna cela un piccolo altare domestico. E’ il suo angolo sacro, popolato di santini, Madonne, statuine, acqua santa e quadretti recuperati durante i pellegrinaggi. Mia nonna ha fede perché così le è stato insegnato. E’ una delle classiche donne di Chiesa che non si pongono domande, ma rispettano, o perlomeno credono di farlo, i precetti del parroco, percependolo come Maestro di Vita.

Nonostante ciò, forse è anche per merito suo e delle sue ave e di quell’altarino domestico in cui mi benediceva ogni “santissima” volta in cui andavo a trovarla, scongiurandomi di rimanere fedele al Dio cattolico, forse è anche per questo che oggi sono così attratta dalla spiritualità. Sono stata battezzata con rito cattolico, perché così si faceva, ma non mi ritengo credente nel senso comune del termine. Ah… se lo sapesse mia nonna!

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keltainentalorannalla.blogspot.com.au

Credo nel trascendentale. Credo in un’energia che permea tutto, forse Dio è proprio questo. Ma sono ancora in cerca di risposte, aperta a sperimentare nuove strade, in attesa di trovare la mia. Sta di fatto che la spiritualità fa parte del mio percorso, anzi direi che rappresenta una parte essenziale della mia vita.

Guarda caso, la fissa dell’altarino domestico ce l’ho da parecchi anni. Lo immagino simile a quello di nonna ma più multietnico, magari ispirato ai fantasmagorici esemplari messicani, che mi piacciono tanto. Purtroppo, o per fortuna, ho cambiato casa troppo spesso dai 20 ai 30 anni e l’idea non ha mai preso forma. Oggi che di anni ne ho 32 e una dimora fissa, o quasi, ho deciso che è il momento di esaudire il sogno.

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Casa Atelier e decocrush

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romantiskahem.blogspot.com

Pinterest non delude mai ma ho faticato a trovare qualcosa di carino. A farla da padrona è paccottiglia kitsch nonostante il sacro, in realtà, possa risultare estremamente elegante e fare la sua figura anche rivisitato in chiave eccentrica. Serena ne sa più di me al riguardo e lascio a lei l’onore di spiegarti come accostare decorazioni e arredi sacri nel modo più “illuminato”.

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Mi Vida

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One Kings Lane

Eh si Laura, un pensiero è volato anche alla mia di nonna, che sfoggiava sul suo comodino statuine e immagini sacre, come del resto penso la maggior parte delle nostre nonne faceva! In effetti questo è il classico esempio, se non il solo, che implica l’uso di immagini religiose e la loro presenza nelle nostre case, ossia lo scopo evocativo dato da immagini incorniciate, statuette piccole di legno di maternità, segno di una devozione casalinga. Icone composte dai colori neutri o scuri.

Non è facile e comunque azzardato proporre per una decorazione di interni oggetti sacri magari rivisitati, come possono essere madonne di colori sgargianti e fluò e stampe giganti di santi come wallpaper.

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Etsy e Flickr

Ma da sempre il mondo iconografico dell’interior design e anche della moda è affascinato da questo legame sacro-profano (vi ricordate le pubblicità di D&G?) che evoca una sorta di mistero pop. Volti di santi su magliette, scarpe con tacchi-tabernacolo e allora perché no all’uso di statue sacre come decorazione? Attenzione però a dare all’ambiente lo stile giusto, il tutto deve essere armonico per non ridicolizzare l’elemento sacro e viceversa.

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Dolce&Gabbana

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Sculture piccole possono diventare colorate e inserirsi tra altri oggetti di colori sgargianti caratterizzando un angolo di casa, cuori e fiamme ex voto possono decorare muri e incorniciare specchi e illuminare dando un sapore esotico all’insieme. Se parliamo di statue di dimensioni importanti potranno evidenziare addirittura l’intero locale o stanza, ma attenzione devono essere le protagoniste della stanza, devono catturare l’attenzione e quasi obbligarci a rimanere in loro contemplazione e quindi, perdonatemi la battuta, in religioso silenzio.

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berdoulat.co.uk e tumbir

Possibile che non siano soltanto gli oggetti sacri ad entrare nelle nostre case ma viceversa essere la nostra casa ad entrare in un involucro “sacro”? Certo, se l’edificio è una chiesa sconsacrata e recuperata ad abitazione.
Uno su tutti vi cito il recupero di una chiesa abbandonata di Utrecht del 2009 che è stata oggetto di trasformazione in loft, utilizzando la navata centrale come fulcro dell’edificio mentre gli spazi laterali sono piccoli salotti o studi o locale per lo svago e lettura.

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Laura, illustratrice mirabilintica. Creo illustrazioni folk e abiti multietnici in collaborazione con sarti di tutto il mondo.

2 Comments

  1. Ottimo articolo,sono fermamente convinta che sia proprio l’arredamento di un ambiente, a dare unicità e valore. L’estetica è il capisaldo degli arredamenti, a mio parere, e dovrebbe essere un punto cardine di ogni appartamento o locale.

    • Grazie Giorgia, la penso come te, l’arredamento conta molto per rendere personale la casa. Non riuscirei mai a vivere in un ambiente anonimo.

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