DERVISCI ROTANTI, OCCHIO DI ALLAH E CURIOSITA’ SULLA TURCHIA

 

In settimana, su Instagram, abbiamo scoperto i dervisci rotanti, l’occhio di Allah e altre curiosità sulla Turchia, concludendo il viaggio illustrato con un bagno ristoratore nelle acque termali di PamukkaleOggi, come ogni domenica, riassumo il viaggio in Turchia settimanale e vi svelo ulteriori curiosità, ricordandovi che le illustrazioni a tema sono disponibili sullo shop Etsy Mirabilinto.

Dervisci rotanti: i danzatori della confraternita Sufi dei Mevlevi

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La danza dei dervisci della Turchia è Patrimonio dell’Umanità, intrisa com’è di bellezza e spiritualità. I dervisci rotanti, termine che letteralmente significa “povero”, “monaco mendicante”, sono discepoli di alcune confraternite islamiche, nello specifico dell’Ordine dei Mevlevi, chiamati a distaccarsi dalle lusinghe del mondo materiale. Non a caso i dervisci danzanti sono anche detti “coloro che cercano il passaggio”, ovvero l’accesso a un mondo spirituale.

Il fondatore della confraternita sufi turca dei Mevlevi fu il maestro sufi Jalāl ad-Dīn Muhammad Rūmī, nato a Balkh ma vissuto nel XIII sec a Konya, Turchia. Ogni anno, il 17 dicembre, giorno della sua morte, in Turchia viene commemorato con varie manifestazioni e in particolare a Konya, l’evento dura 17 giorni prendendo il nome di “matrimonio”. Rumi nel frattempo è divenuto famoso in tutto il mondo ed è facile imbattersi in aforismi e frasi tratti dalle sue opere.

Come dicevamo, i dervisci rotanti sono una confraternita sufi, ovvero fanno parte del Sufismo, frangia mistica della cultura islamica. Il Sufismo prevede 7 diversi livelli di evoluzione dell’essere, obbligatori da attraversare per poter comprendere l’essenza divina. Il primo livello è quello del corpo simboleggiato da Adamo, il secondo livello è quello vitale simboleggiato da Noè, il terzo livello è quello del cuore simboleggiato da Abramo, il quarto è il livello del sovracconscio che permette di dialogare con Dio, il quinto è il livello spirituale simboleggiato da Davide, il sesto è il livello dell’ispirazione simboleggiato da Gesù, il settimo è il sigillo eterno, la completezza che è simboleggiata da Maometto. Nel Sufismo i concetti di tolleranza, amore, sviluppo personale, distacco dall’ego, tramite una rigida auto-disciplina sono molto importanti.

Oggi in Turchia è facile imbattersi nella danza sufi dei dervisci ma il più delle volte si tratta di spettacoli turistici che non la riproducono nella sua interezza. La danza dei dervisci rotanti autentica è un vero e proprio rituale che prende il nome di Samâc (in turco, Semà), detto anche “la danza dell’estasi”: simboleggia l’ascesa spirituale, ovvero il viaggio mistico dell’essere verso Dio, durante il quale l’essere si dissolve per poi far ritorno sulla Terra. Il rito è accompagnato dalla musica sufi, dal Maestro, dal capo dei danzatori e dai danzatori stessi, che indossano solitamente un abito bianco e un mantello nero.

La cerimonia è divisa in varie fasi e quella forse più affascinante è la fase dei saluti, durante la quale i danzatori si avvicinano al maestro baciandogli la mano, per poi iniziare a roteare su se stessi e a girare intorno alla sala con la mano destra rivolta al cielo, in modo da ricevere i doni di Dio, e la mano sinistra rivolta a Terra per dispensarli ai presenti. Ogni saluto, in tutto sono 4, simboleggia qualcosa: dalla nascita dell’essere umano alla verità. Il rito si conclude con le parole, “Noi lo vediamo“, ed “Egli“, intendendo Dio senza nominarlo apertamente.

Amuleti contro il malocchio: l’Occhio di Allah o Nazar Boncuğu 

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L’occhio di Allah, o nazar boncuğu in turco, è uno degli amuleti contro il malocchio più famosi al mondo. Secondo un’antica credenza turca (in realtà diffusa in molti altri paesi), guardare troppo i bambini facendo loro complimenti, anche se ben intenzionati, è sintomo di invidia celata e rappresenta pertanto un gesto potenzialmente pericoloso. Per proteggerli i genitori turchi utilizzano abitualmente questi amuleti portafortuna, attaccandoli sul passeggino, sugli abiti, sul grembiule e ovunque sia possibile. I colori tradizionali sono il blu esterno, il bianco, l’azzurro e il nero al centro. L’occhio di Allah viene impiegato anche dagli adulti sotto forma di spilla, bracciale, monile. 

Ma da dove ha origine questa superstizione?  Un’antica leggenda narra che una donna aveva partorito un bel bambino paffutello. Tutti coloro che lo vedevano si complimentavano per il suo bell’aspetto ma dopo qualche settimana, il bambino improvvisamente si ammalò, e secondo la tradizione turca la malattia fu causata proprio dal “Nazar”, ovvero dal malocchio. Ecco perché si è soliti proteggersi attraverso l’occhio di Allah, cui è attribuito il potere di assorbire la negatività. Se si rompe significa che ha eseguito bene il suo compito, proteggendo chi lo indossava. 

Pamukkale: alla scoperta del Castello di cotone

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Pamukkale, anche nota come “castello di cotone”, è un sito naturale della Turchia sud-ovest, nella provincia di Denizli, autentico capolavoro della natura, non a caso Patrimonio culturale dell’UNESCO nonché fonte di acque termali dalle proprietà curative. Sebbene questo paese sia ricco di destinazioni delle meraviglie, Pamukkale rappresenta senz’altro una meta imperdibile durante un viaggio in Turchia.

Le sue incredibili terrazze naturali formano piscine di bianco calcare simili a campi di cotone o secondo altre interpretazioni, a nuvole. Queste formazioni calcaree sono così uniche nel loro genere perché formate dall’evaporazione di una particolare composizione di minerali disciolti in acqua termale. Inoltre sul fondo delle vasche si sono depositati fanghi dalle stupefacenti proprietà curative.

 

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