Finti trofei: la faccia (garbata) dell’istinto di sopraffazione

Che io abbia un debole per i finti trofei è cosa risaputa, non a caso ti ho già parlato di Miho Unexpected Things, azienda che li reinterpreta in chiave ironica tingendoli di colori fluo, impreziosendoli con pattern originali. Ma i trofei finti, per quanto carini e zuccherosi, celano un lato ombra a dir poco inquietante. E qui entrano in gioco quelli autentici.

Ti è mai capitato di vederli dal vivo? Non mi riferisco alle classiche teste imbalsamate di cervi, cinghiali e via dicendo (senza nulla togliere a quei poveri animali) bensì di bestie selvatiche di taglia grossa appese alle pareti a scopo ornamentale. A me è successo e ti assicuro che la sensazione non è propriamente piacevole ma nemmeno dannatamente sgradevole. Animalista non storcere il naso, ora ti spiego il perchè!

Premetto, non uccido nemmeno le formiche o le fastidiose forbici, fatico persino a sbarazzarmi degli insetti più viscidi e ripugnanti, tipo scarafaggi o serpentelli di varia taglia. E mai e poi mai potrei decorare le pareti di casa con trofei veri, ne sarei angosciata. Eppure le teste di animali selvatici, talmente grandi da fare impressione, mi hanno profondamente scossa e nel contempo maledettamente affascinata. Ad avermi stupita è stata proprio l’attrazione “diabolica” che ho provato mentre le osservavo. Sarebbe stato facile negarla e sciorinarvi un bel trattato anti-caccia visto che di fatto sono contraria a questa pratica, ma detesto ignorare la mia ombra, è la mia migliore nemica e probabilmente anche la tua.

Ebbene quegli orribili, ripugnanti, terrificanti trofei di caccia esercitavano su di me un fascino inspiegabile. Fascino che evidentemente ha a che vedere con quell’istinto animale atavico che ci induce a fare la guerra piuttosto che a mantenere la pace. Istinto di morte in nome del quale godiamo a primeggiare sulle prede tanto da esporle con orgoglio nei nostri piccoli regni domestici. Impulso (tipicamente maschile) insito persino negli animalisti convinti, che anzichè assecondarlo decidono (giustamente) di sublimarlo in modi diversi, nel caso specifico attraverso rivisitazioni di plastica, legno, metallo e via dicendo.

Se lo ritieni assurdo pensa un attimo alle teste umane: ne appenderesti mai alla parete una di cartoncino? Ovviamente no, a meno che tu non sia particolarmente attratta dal lato dark dell’esistenza o imparentata con Dario Argento e compagnia. Ma un cervo finto, invece, piace quasi a tutti, come se fosse la cosa più naturale al mondo esibire una testa di animale mozzata in salotto.

Tu da che parte stai? Sublimi o vivi l’impulso? Di seguito ce n’è per tutti i gusti…

a

TROFEI DI CACCIA YIN

(quelli finti per sublimare gli istinti)

 Elkebana
 Elkebana
 WhiteFauxTaxider Etsy shop
 banana-tree-studios
 paper-jungle

 

 TROFEI DI CACCIA YANG

(per chi gli istinti li vive)

 lacasadecoto
a

 

 

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laurade

Laura, illustratrice mirabilintica. Creo illustrazioni folk e abiti multietnici in collaborazione con sarti di tutto il mondo.

6 Comments

  1. Il mio preferito è in assoluto quello fatto con il crochet… Non amo i trofei "veri". Amo però il colore in tutte le sue forme e mi faccio attirare dalle teste di cervo coloratissime, forse un pò kitsch ma molto affascinanti. Ecco, ora vorrei smontare il mio salotto per dare spazio al cervo fucsia, o quello fatto a crochet, il mio preferito!!! Un abbraccio Laura!

    • Ciao Caterina, scusa, mi ero persa il tuo commento! Comunque quelli con i fiori sono anche i miei preferiti!!!

    • Meglio così, evidentemente il tuo lato oscuro non ha bisogno di sublimare istinti di caccia! L'ippopotamo è bello sì e direi anche dolce! Grazie a te!

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