Magia africana: alla scoperta dei Marabout del Senegal

In settimana su Instagram abbiamo visitato il Senegal scoprendo qualche curiosità sulla magia africana e sul ruolo dei Marabout, termine che designa una specie di “Santoni” riconosciuti a livello locale per i loro poteri pseudo-magici più che prettamente religiosi. Molti Marabout fanno infatti previsioni sul futuro, manipolano il destino, proteggono dai malefici attraverso appositi amuleti.

Marabout: chi sono e cosa fanno

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Di Marabout è pieno il Senegal e non solo, si tratta infatti di una figura pseudo-religiosa molto diffusa nell’Africa islamica, soprattuto nell’Ovest e nel Nord del paese. I locali attribuiscono a questi santoni poteri soprannaturali, taumaturgici e profetici, in alcuni casi palesemente fasulli, in altri decisamente curiosi.

Adorati da gente comune come da uomini d’affari, politici, personaggi pubblici e persino da insospettabili occidentali, offrono consultazioni di varia natura volte a proteggere le persone dai malefici tramite appositi talismani, a prevedere loro il futuro, a migliorarne le condizioni di vita, a seconda dei casi.

Non tutti i Marabout vengono profumatamente pagati, sebbene ve ne siano molti evidentemente corrotti ve ne sono altri che offrono il loro aiuto gratuitamente, accettando eventuali offerte.

Pur essendo venerati da moltissimi senegalesi, i musulmani ortodossi non condividono il loro operato considerandolo magia africana, lontana dai precetti dell’Islam, che vieta l’intercessione tra creatura e Creatore. E in effetti non si può negare la contaminazione con una religiosità preislamica, che semplicemente evidenzia il legame con le origini, molto praticata anche in Gabon, paese che abbiamo visitato nelle scorse puntate.

Marabout: le origini

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A quanto pare i Marabout in origine erano membri di comunità religiose musulmane residenti nei ribāṭ, monasteri fortificati, che avevano funzione sia religiosa che militare. In Africa iniziarono a diffondersi con l’arrivo nel dodicesimo secolo dell’Islam: i missionari che organizzavano gruppi di discepoli venivano infatti chiamati murābiṭ.

Quando poi nel 14esimo secolo il Sufismo, branca esoterica dell’Islam, pervase la vita religiosa musulmana, il nome murābiṭ si estese ai predicatori formati secondo l’ordine (ṭarīqah) di Abū Madyan. Il termine Marabout perse quindi il significato originario assumendo man mano nel tempo diverse connotazioni.

Marabout e scuole coraniche

Molti Marabout insegnano il Corano nelle Daaras, scuole coraniche, ai propri discepoli detti Talibés. La relazione fra Talibè e Marabout è molto stretta e quest’ultimo assicura al discepolo anche sostentamento economico, motivo per cui numerose famiglie povere mandano i figli a studiare nelle Daaras.

Purtroppo non tutti i Marabout sono onesti e alcuni di essi abusano del proprio potere sfruttando i Talibè. Negli ultimi anni sono sorte infatti parecchie polemiche su queste scuole a causa degli abusi perpetrati ai danni dei piccoli discepoli.

Sebbene sia di fondamentale importanza denunciare casi simili, non è corretto demonizzare in toto la figura del Marabout, che è parte integrante del tessuto sociale e che evidenzia un profondo legame con la magia africana pre-islamica. Una visione della vita che sfugge alla logica lineare dell’occidente e che per questo viene spesso giudicata negativamente, come pura superstizione. Che sia solo questo? O forse i Marabout (perlomeno quelli seri) detengono davvero delle conoscenze inaccessibili alla mente razionale?

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