Masai della Tanzania: cultura e tradizioni

Abbiamo conosciuto i Masai della Tanzania durante il viaggio illustrato settimanale di Instagram in questa terra meravigliosa, autentico paradiso naturale in cui smarrirsi fra leoni, zebre, giraffe, leopardi, coccodrilli e altri animali selvatici. La tribù dei Masai vive proprio qui, a cavallo tra Tanzania e Kenya, oggi conosciuta da gran parte dei turisti di tutto il mondo, sebbene alcune tradizioni meno note siano appannaggio di pochi curiosi. Partiamo allora alla scoperta della cultura dei Masai e di alcune curiosità inedite.

I Masai della Tanzania: origini e curiosità

 

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Innanzitutto è bene sapere che i Masai della Tanzania sono suddivisi in 12 clan principali, ovvero Keekonyokie, Damat, Purko, Wuasinkishu, Siria, Laitayiok, Loitai, Kisonko, Matapato, Dalalekutuk, Loodokolani e Kaputiei. Vivono tra Tanzania e Kenya, stanziati in particolare nei parchi naturali della zona, dal Serengeti alla Conservation Area del Ngorongoro, dal Parco Nazionale del Masai Mara al Parco Nazionale dell’Amboseli. Le loro origini vengono trasmesse per via orale e l’assenza di documenti scritti ne ha reso piuttosto difficile la ricostruzione.

Sulla base delle ricerche effettuate, si ritiene che i Masai abbiano avuto origine dal ceppo nilotico della Valle del Nilo, esattamente come altri popoli quali i Samburu o i Luo, e che siano migrati nella zona attuale tra il XV e il XVII secolo. Sarebbe stato il loro progenitore, Mamasinta, stanziato in Kenya, a condurli in Tanzania per la prima volta.

Oggi alcuni Masai si sono trasferiti in città, altri continuano a vivere in villaggi africani isolati, indossando abiti folkloristici caratterizzati da tessuti colorati. Il costume più noto a livello turistico è lo shuka, coperta di cotone a quadri rossa e nera indossata dagli uomini, la cui fantasia nacque durante la colonizzazione, non a caso assomiglia al kilt britannico. Anche le acconciature sono uniche nel loro genere, le donne Masai portano prevalentemente capelli rasati e gli uomini lunghe trecce, mentre entrambi sono soliti indossare monili di grandi dimensioni realizzati con perline e fil di ferro.

Masai: lingua e religione

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La loro lingua è il maa, derivante dal ceppo linguistico nilo-sahariano, e proprio da essa prendono il nome i Masai, termine che letteralmente significa “popolo che parla il maa”. La maggioranza tuttavia parla anche kiswahili e inglese.

Per quanto riguarda la religione, i Masai della Tanzania credono prevalentemente nel dio Enkai, unico creatore del mondo, che cambia colore a seconda dell’umore. Si dice infatti che sia Narok quando è nero e buono, Nanyokie quando diventa rosso e arrabbiato. A fare da mediatore fra Dio e gli uomini comuni è l’Oloibon. Molti sono i rituali religiosi e di iniziazione come quelli di benvenuto e di matrimonio. In queste occasioni speciali le donne abbellite da collane si esibiscono in una danza Masai particolare, eseguendo movimenti ritmati del collo, affiancate dagli uomini intenti a saltare.

Come vivono i Masai

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La loro vita ruota intorno al bestiame, i Masai della Tanzania sono infatti pastori nomadi o semi nomadi, sebbene oggigiorno molti di essi si siano dati al turismo, divenendo guide locali o custodi nei lodge. Una parte della popolazione vive in piccole case immerse in villaggi sperduti, ognuno dei quali è strutturato su legami familiari che vietano matrimoni tra i membri. Tra le figure più importanti di ogni villaggio Masai si annoverano il patriarca e gli anziani dediti ad affari, giudizi legali e rituali di iniziazione.

Le singole abitazioni sono costruite solitamente con sterco e fango che, amalgamati fra loro, con l’ausilio di rami, permettono di erigere la struttura portante. Le case sono ovali, alte meno di 2 metri, senza finestre e suddivise in 3 parti principali: il focolare, il letto dell’uomo, il letto della moglie e dei bambini. Ogni casa è posizionata, all’interno del villaggio, secondo particolari gerarchie. I villaggi più grandi possono includere anche scuole dove si insegnano ai bambini l’inglese e altre materie.

Come dicevamo, la vita dei Masai ruota intorno al bestiame, soprattutto alla pastorizia, a cui si dedicano gli uomini, mentre le donne badano alle faccende domestiche, fra cui raccogliere legna, cucinare, benedire i recinti ogni mattina, pulire casa.

I Masai sono poligami, gli uomini possono infatti avere più mogli. La loro vita a stretto contatto con la natura circostante, li ha resi nel corso del tempo veri esperti di piante, di cui conoscono ogni segreto, non solo in ambito culinario ma anche medico.

Villaggio Masai della Tanzania: indimenticabili esperienze all’Olpopongi

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Non è così semplice accedere ai villaggi sperduti nella natura, tuttavia esiste un villaggio Masai chiamato Olpopongi che è stato tramutato in un centro culturale con alloggi per turisti, situato in Tanzania alle falde del Kilimanjaro, raggiungibile in fuoristrada. Qui, stando alle recensioni dei viaggiatori, è possibile vivere esperienze indimenticabili, scoprendo (davvero) com’è la vita dei Masai, al di là dei circuiti turistici. 

Si possono fare escursioni nella savana accompagnati dai guerrieri provvisti di lance masai, percorrere sentieri insoliti, scoprire animali selvaggi, imparare a lanciare le armi per difendersi in caso di necessità. Insomma, la destinazione ideale per esploratori mirabilintici.

 

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