VEGA ROZE: INTERVISTA ALLA STREGA DEL PICCOLO DREAMER

Mi incuriosiscono le persone indecifrabili, quelle che non capisci da dove provengano, quanti anni abbiano, quali siano le loro origini. Perché sfuggono alle etichette. Così è stato con Vega Roze, la cui vocina quasi infantile contrasta con il capello corvino evocatore di antica saggezza. Vega è singolare, gentile, generosa, disponibile al confronto ma anche sicura di sè e per certi versi impenetrabile. Tutt’altro che un difetto, è piuttosto un sintomo, penso, dell’incontenibile sete di libertà tipica delle streghe. Non le puoi controllare, sottomettere, inquadrare, hanno bisogno di spazio, tanto spazio, non solo fisico.

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Quasi da subito percepii che Vega oltre a essere uno spirito libero sapeva qualcosa di cui avevo bisogno. In effetti era così. Frequentando il suo Laboratorio Magicofantastico ho imparato a gestire in modo diverso le emozioni accorgendomi di dinamiche che ignoravo. E ad ogni incontro apprendo cose nuove che applicate nella vita quotidiana mi aiutano a scoprire aspetti inediti di me stessa. Lo scopo? Nel mio caso è l’autenticità più che il benessere.

Visto che simpatizzo per le streghe, ho pensato di intervistare Vega per svelarci qualche curiosità sul mondo della magia, sulla sua esperienza personale e ovviamente sul lato oscuro. A lei la parola e grazie di essere qui!

1. Cos’è per te la magia? Può essere utile anche nella vita quotidiana ed è a portata di tutti?

Per me la magia è quell’energia che dà vita e trasforma continuamente, attimo dopo attimo tutto ciò che esiste. Magia è il sorgere del sole, magia è poter parlare con qualcuno dall’altra parte del pianeta schiacciando un pulsante, ma anche un semplice respiro è magia. In questo senso la magia è alla portata di tutti, perché chiunque consciamente o inconsciamente usa questa energia per il semplice fatto di esistere.

2. Quando hai iniziato a percepire l’extra-sensibile e quali sono state le esperienze più particolari?
Il primo ricordo che ho di una percezione di questi tipo risale all’età di cinque anni quando vidi una donna fatta completamente di luce fluttuare in sala da pranzo. E’ stato un inizio abbastanza particolare. Ricordo che mia madre mi disse che era un semplice gioco di luce, ma quel giorno iniziai a rendermi conto che non è perché non riusciamo a vedere qualcosa che quel “qualcosa” non esiste. Basta pensare alle nostre emozioni, esse sono invisibili però noi possiamo sentirle.

3. Come hai scoperto di essere una strega? E cos’è la stregoneria?

Beh, non è stato difficile, mi è stato comunicato dai miei compagni dell’asilo in modo non proprio gentile: “Vega la strega, Vega la strega”. Ricordo che non mi offendeva, anzi, suonava come un complimento. Ci sono moltissime definizioni di Strega, la mia è: “Un essere libero, che ascolta il proprio cuore, riconoscendo in se stesso l’essenza di ogni cosa. Una Strega sa di essere una col tutto, una goccia di luce in un oceano d’amore

La stregoneria è l’arte di aprirsi all’impulso dell’infinito, liberi dalla nostra storia personale, da passato o futuro. So che queste definizioni non piaceranno a chi ha studiato e conosciuto le streghe solo nei libri, ma posso garantirti che chi ne ha incontrata qualcuna si troverà d’accordo. Una vera Strega sa che l’energia della trasformazione può essere usata solo all’interno di se stessa e verso se stessa, in connessione con l’infinito, sempre.

4. Si dice che per trovare la propria strada sia necessario, prima, attraversare una fase buia, che è un po’ la nigredo alchemica, l’inferno dantesco. A te è successo? Puoi dirci qualcosa della tua esperienza?

Quel che posso dirti è che non può esistere buio senza luce e viceversa, le fasi nigredo si attraversano spesso nella vita, servono per connetterci con la nostra interiorità più profonda, per scardinare l’illusione delle nostre credenze sulla vita e sul mondo. Non hanno però, come normalmente si crede, una valenza “negativa” semplicemente perché nella perfezione dell’universo: negativo e positivo sono parole inventate dagli uomini per definire qualcosa e etichettarlo. In realtà è nel buio che nasce la vita: pensa alle radici degli alberi o all’utero di una donna, nel buio è la madre e la creazione di tutto ciò che poi tenderà verso la luce per crescere e svilupparsi. Come ti dicevo, luce e buio non possono esistere l’uno senza l’altra e sono in realtà un’unica cosa. Nella mia esperienza ho attraversato molte volte queste fasi, è la ciclicità della vita a volerlo. Come tutti ho sofferto, come tutti sono stata malata, sono stata lasciata etc. a volte è necessario capire quel che non si vuole per comprendere dove si desidera andare e fare le scelte giuste.

5. Com’è iniziata la risalita? Hai fatto incontri decisivi lungo il percorso?

La risalita inizia sempre come una “grazia”, un bel giorno ti svegli ed è tutto passato, da un momento all’altro…è un dono dell’infinito. Ho fatto centinaia di incontri decisivi, si può dire che ogni incontro lo è, sta a noi avere la saggezza e la chiarezza per comprendere che ogni persona che incontriamo può insegnarci qualcosa, ho imparato molto da individui di “sapere” ma ho imparato altrettanto da persone che di “streghe” non sapevano un bel niente!

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6. Cos’è il laboratorio magicofantastico e a chi è rivolto? Quali altri novità hai in serbo per chi è interessato ad approfondire la conoscenza di sè?

Il Laboratorio Magicofantastico è un progetto che ho lanciato in 3 città italiane: Torino, Trieste e Roma. Un progetto che è nato dopo la pubblicazione del mio libro: “Quel che una Strega sa”, molti lettori mi hanno scritto chiedendomi consigli e strategie per cambiare la loro percezione, e così ho creato questo Laboratorio. Laboratorio perché si studia e si fanno esperimenti ed esperienze, solo che quel che si studia sei tu, ogni partecipante si mette in gioco per conoscere se stesso anche attraverso la condivisione con gli altri. Magicofantastico perché parliamo, studiamo e sperimentiamo magia, fantasia, arte, spirito, condivido quel che so e quel che sono con i partecipanti ed essi fanno lo stesso. Accadono eventi davvero “fantastici” perché è un approccio diverso da quello offerto in tanti corsi che ci sono adesso, è un approccio “tradizionale”. I ragazzi dei miei corsi per me sono “i miei studenti” ma sono anche i “miei maestri”, li accompagno nell’indagazione di sé, ma tutto il lavoro lo fanno loro, e i risultati si vedono, quando si comprende come funziona la trasformazione, non si può far altro che appassionarsi allo strumento…il tuo cuore.

Lo chiamo approccio “tradizionale” perché fino a 50 anni fa, se volevi scoprire qualcosa di te stesso e del mondo invisibile non trovavi molto sui libri e non c’erano corsi, dovevi andare da qualcuno che aveva la conoscenza necessaria e sperimentare su di te. La novità è che ho deciso di portare avanti questo progetto, avevo in mente di cambiare ma proprio in questi giorni mi sono resa conto che è perfetto così com’è, riaprirò le iscrizioni a nuove persone e andrò avanti con chi mi accompagna già da un anno, in un’ottica di integrazione. Ciascuno arriva al momento giusto: il suo, e può andare e tornare come preferisce, perché non possiamo mettere limiti o certificati a qualcosa che solo il nostro “sentire profondo” conosce.

Le prossime date sono:

Torino, domenica 8 gennaio, Associazione Crisopea

Trieste, domenica 15 gennaio, Associazione Valentino Jogan

Per tutte le informazioni scrivere a: vegaro24@gmail.com

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Laura, illustratrice mirabilintica. Creo illustrazioni folk e abiti multietnici in collaborazione con sarti di tutto il mondo.

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