Ville abbandonate: il fascino (indiscreto) della decadenza

Ville abbandonate, il fascino indiscreto della decadenza. In questi giorni ho fatto un incontro molto particolare ma ad avermi colpita, tra le varie cose, è stato il set in cui ho scambiato quattro chiacchiere con la padrona di casa. Hai presente quelle magnifiche ville di antica memoria, abbandonate a se stesse, spesso celate allo sguardo da alberi, cespugli ed erbe infestanti? Se ne vedono parecchie lungo le strade cittadine, ma rimangono inascoltate, assorte come sono nel loro silenzio e nella loro rovina. Non sono case comuni ma ville lussuose, disabitate e probabilmente infestate dai fantasmi. Ecco, ho avuto modo di visitarne una e devo ammettere che entrarci all’interno mi ha profondamente scossa.

Il primo colore che mi viene in mente ripensandoci è il verde, non quello acido del design moderno o quello fresco dell’erbetta primaverile, bensì il verde del muschio, dei laghi, delle lapidi abbandonate. E poi la sensazione di gelo, putrefazione, decadenza, laddove un tempo si era vissuti alla grande, ora rimane il nulla.

Mi hanno sempre affascinata le ville abbadonate, con i loro soffitti alti e la loro imponenza, la struttura nobile che cede al trascorrere del tempo, che si lascia risucchiare da una natura libera di crescere a suo piacimento, senza costrizioni. Tra l’altro, le ho sognate spesso nel corso del tempo, belle, grandi, forti eppure spoglie, fredde, inospitali e caotiche. E’ il lusso decadente, specchio del decadimento umano. Perché in ognuno di noi, nascosto da qualche parte, c’è un lato oscuro. Dobbiamo imparare a riconoscerlo, accettarlo e renderlo amico anziché fingere che non esista affatto. Come sempre, si tratta di arrivare alla mia amata “coincidentia oppositorum“… ovvero l’equilibrio!

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Foto di Niki Feijen
Foto di Niki Feijen

 

Foto di Niki Feijen

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laurade

Laura, illustratrice mirabilintica. Creo illustrazioni folk e abiti multietnici in collaborazione con sarti di tutto il mondo.

10 Comments

    • Ciao Tiziana, grazie, eh sì, il lato oscuro da qualche parte ce l'abbiamo tutti!!! n realtà è un bene. Grazie ancora

      Laura

  1. Bellissime! Mi piace quel senso di dark che emanano, e mi piace come le hai descritte.
    Dove sono queste meraviglie?
    Ciao
    Norma

    • Ciao Norma, grazie!! Non lo so di preciso, alcune comunque sono in Italia, le altre, quelle del fotografo, in giro per il mondo. Se cerchi il suo nome, ne troverai delle altre perché è specializzato in immobili abbandonati.

    • Ciao, siamo in due, le ville d'epoca abbandonate hanno un fascino senza pari! Grazie mille dei complimenti, sono felice che ti sia piaciuto e benvenuta! Ti seguirò anch'io volentieri. Ah, ho visto che hai un debole per le gonne fai da te, ma ne realizzi anche di folkloristiche? io le adoro con fiori e ricami vari, tipo quelle romene o russe, se hai presente. Ma anche in Italia penso ci sia qualcosa di simile, di solito l'abbigliamento folk si assomiglia, con le dovute differenze. A presto

    • Grazie!
      In realtà le mie gonnelline le realizzo con ritagli di tessuto, avanzati da produzioni sartoriali del laboratorio della mia famiglia, non più utilizzabili perchè fallati o troppo piccoli. Da qui nasce la mia idea di utilizzarli, per quanto possibile, per piccole creazioni (finora quasi esclusivamente per mia figlia) assemblando colori e consistenze diverse.
      Si, ho presente le gonne folk. Sono realizzate con tante fettucce e nastri di raso applicati alla base e in vita, così da conferire un tocco di colore e quel tipico stile folkloristico. Ora che ci penso in sartoria ci sono tante passamanerie colorate…!!! Ti ringrazio, hai stimolato la mia fantasia e presto realizzerò anche qualche gonnellina folk. Ciao, a presto

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